Libreria Libera: uno spazio di pensiero, incontro e trasformazione
Abbiamo intervistato Filippo, fondatore della Libreria Libera di Lugano insieme a sua moglie Lucia, per raccontare la nascita e l’evoluzione di un progetto che intreccia cambiamento personale e visione culturale. Un percorso che nasce da una crisi individuale e professionale, ma che si trasforma in un’iniziativa capace di intercettare un bisogno più ampio, diffuso e collettivo.
C’è chi cambia vita per necessità e chi lo fa per scelta. Nel caso di Filippo e Lucia, le due dimensioni si sovrappongono fino a diventare un punto di svolta radicale.
Prima della libreria, ci sono due percorsi distinti. Filippo nasce come reporter e per dieci anni lavora come giornalista in contesti di guerra: Afghanistan, Iraq, Siria, Africa, Israele. Esperienze intense, totalizzanti, fino a rendersi conto “che è tutta una grande messa in scena dove io rischiavo la vita e faticavo ad arrivare alla fine del mese”.
Queste esperienze lo portano a vivere “come se in pochi anni ne avessi vissuti trenta normali”.
Lucia, invece, proviene da un ambito educativo: è stata direttrice di un asilo nido, un ruolo importante che però, con il tempo, non sentiva più in sintonia con il proprio modo di vedere e vivere il lavoro.
“Lucia ha grandi conoscenze in ambito esoterico, mentre io arrivavo da un contesto piu’ geopolitico e istituzionale”.
Entrambi attraversano una fase di cambiamento, che nel tempo converge in una scelta comune.
Per Filippo, il 2022 segna un momento di rottura.
“Mi sono chiesto se fosse davvero quello che volevo continuare a fare nella vita e se volessi ancora servire un settore sporco, propagandistico, capace di dare una visione falsa dei fatti.”
Quando scoppia nuovamente il conflitto in Ucraina, è pronto a partire. Ha i visti, i contatti, tutto ciò che serve. Ma sceglie di fermarsi.
“A quel punto, però, mi sono dissociato completamente.”
Dopo un periodo di pausa e riflessione tra Istanbul e il ritorno in Svizzera, prende forma un cambiamento concreto. Nel 2024, in concomitanza con l’uscita del suo secondo libro (“NATO per uccidere. I crimini contro i civili in Afghanistan” – Edizioni MACRO), la coppia decide di dare vita a un progetto condiviso: una libreria.
Nasce così la Libreria Libera.

“Una libreria nostra. Una libreria libera.”
Il nome non è uno slogan, ma una direzione.
“Libera perché volevamo creare uno spazio in cui una persona potesse entrare e sentirsi libera di dire ciò che pensa, senza paura di essere additata come eretica, complottista o altro.”
Grazie anche all’aiuto di Giorgio Rosso di MACRO Librarsi, il progetto prende forma. All’inizio è una realtà piccola, quasi nascosta. Poi cresce e si struttura fino a trovare una sede stabile in via Carducci 1, a Lugano.
Più che un negozio, è una libreria a tutti gli effetti, che affianca alla vendita di libri un’idea più ampia di spazio culturale e umano.
“L’idea è nata come un esperimento, ma soprattutto come una volontà di cambio vita e di creazione di un polo comunitario”.
“Uno spazio di appoggio per le persone. Volevamo dare nuova aria a Lugano, al Canton Ticino e anche all’Insubria… L’obiettivo era offrire uno spazio in cui le persone potessero scoprire nuovi temi, approfondirli o semplicemente arricchirsi culturalmente, in un mondo che si sta appiattendo sempre di più.”
La dimensione umana della libreria
All’interno della libreria convivono vendita, consulenza, incontri e scambio diretto. Non si tratta solo di “chiacchiere”, ma di un luogo in cui il libro resta centrale, mentre il dialogo nasce come conseguenza naturale della ricerca e della curiosità dei visitatori.
“Spesso cercano anche un luogo in cui parlare, raccontare, ascoltare opinioni diverse.”
In questo senso, la dimensione umana è centrale. Non solo nei contenuti, ma anche nel modo in cui la libreria si relaziona alle persone: flessibilità, ascolto e presenza diretta sono elementi costanti. Tra questi, anche servizi personalizzati come la consegna dei libri a domicilio quando possibile, oltre a un e-commerce attivo che permette di raggiungere chi non può recarsi fisicamente in negozio.
La scelta è chiara: mantenere forte la presenza fisica, ma non rinunciare alla possibilità di arrivare a più persone attraverso il digitale. Gli eventi dal vivo restano fondamentali, proprio perché creano incontro reale e confronto diretto, mentre gli strumenti online permettono di ampliare il pubblico e mantenere continuità.
I temi trattati in libreria sono ampi e trasversali: esoterismo, tarocchi, geopolitica, benessere, yoga, spiritualità, alimentazione, crescita personale, fisica quantistica, sciamanesimo.
Accanto alla libreria nasce anche una casa editrice, Liberamentis Edizioni, con l’obiettivo di proporre contenuti fuori dai percorsi editoriali più convenzionali, tra saggistica, attualità e spiritualità.
Tra le esperienze più significative c’è la partecipazione alla fiera Tisana, dove la Libreria Libera ha contribuito alla realizzazione di “Lugano Esoterica”, un percorso guidato personalmente da Filippo, pensato per leggere la città attraverso una chiave simbolica, storica ed esoterica.
L’esperienza si è rivelata centrale per lo sviluppo del progetto.
“Per noi è stata un bellissimo successo. Abbiamo potuto avvicinarci ad altre persone e ad altre realtà che lavorano nel nostro campo, fare contatti, conoscere nuovi potenziali clienti. Tisana è stata particolarmente importante anche perché abbiamo lanciato Lugano Svelata e il tour della Lugano esoterica. Siamo stati molto felici di vedere come Tisana ci abbia appoggiati nella promozione di questo tour e di constatare che il nostro lavoro è stato apprezzato. È stato faticoso, ma ne è valsa la pena. Siamo felici di poterci ripetere anche l’anno prossimo.”
Guardando al futuro, l’obiettivo è continuare a crescere senza perdere identità e coerenza. Ampliare la casa editrice, proporre nuovi eventi e raggiungere un pubblico sempre più ampio, mantenendo però una direzione chiara: stimolare il pensiero.
“L’obiettivo è stimolare le persone, provocarle in modo corretto, spingerle ad avere una reazione e a sviluppare spirito critico.”
Una posizione che comporta anche esposizione e confronto, ma che resta centrale nel progetto.
In fondo, più che offrire risposte, la Libreria Libera sembra voler riaprire spazi di domanda.
Un luogo dove la libreria resta una libreria, ma dove il libro torna a essere anche occasione di incontro, e l’incontro diventa parte naturale della lettura del presente.






