Francesco Rosso: radici, lavoro e visione
Parlare con Francesco Rosso significa entrare in contatto con un modo di vivere in cui impresa, natura e ricerca personale convivono senza separazioni nette.
Divide oggi il suo tempo tra due realtà profondamente connesse: da una parte Macrolibrarsi, il più grande e-commerce etico italiano dedicato al benessere del corpo, della mente e dello spirito; dall’altra la Fattoria dell’Autosufficienza, nata sedici anni fa sull’Appennino romagnolo come progetto di autosufficienza familiare e diventata nel tempo un luogo di sperimentazione agricola, formazione e ospitalità immersa nella natura.
Due mondi che convivono tra riunioni, trattori, corsi, orti, animali, collaboratori e una quotidianità intensa. Eppure, ascoltandolo, emerge una sensazione precisa: quella di una persona che riesce a mantenere un centro stabile anche dentro la complessità.

Il valore della solitudine e dei rituali quotidiani
“Sto benissimo nella solitudine”, racconta senza esitazione.
Per anni Francesco ha viaggiato da solo, spesso scegliendo esperienze essenziali e lontane dai ritmi ordinari. Un bisogno che oggi convive con una vita molto diversa: tre figli piccoli, la gestione delle aziende, gli ospiti della fattoria, il lavoro operativo quotidiano.
Eppure alcuni rituali rimangono immutati.
Quando riesce, si sveglia prima dell’alba. Apre il pollaio, si prende cura degli animali, pratica yoga e dedica qualche minuto all’osservazione del sorgere del sole.
Non c’è alcuna ricerca estetica o spirituale ostentata nel suo racconto. Piuttosto emerge una forma di disciplina silenziosa, costruita nel tempo.
La stessa che gli consente di alternare attività molto diverse tra loro: il lavoro mentale dell’ufficio e quello fisico della terra, le riunioni e il giardinaggio, le mail e il trattore.
“Il mix delle due cose penso che per il corpo sia ottimo”, dice sorridendo.
Il carico, però, si fa sentire. Maggio e settembre, racconta, sono sempre stati i mesi più intensi della sua vita lavorativa. Oggi ancora di più.
La nascita della terza figlia ha inevitabilmente modificato gli equilibri quotidiani, aumentando responsabilità e presenza richiesta.
Eppure Francesco sembra avere un rapporto particolare con la fatica e con lo sconforto: non li ricerca, ma non li evita.
“Sono una persona molto solida. Non mi sforzo per esserlo.”
Le radici familiari e il rapporto con il lavoro
Nel racconto della sua storia personale emerge spesso la figura del padre (Giorgio Rosso).
Da lui Francesco sente di aver ereditato soprattutto la capacità di agire senza attendere condizioni perfette. La tendenza a iniziare, sperimentare, mettersi in gioco.
Un’attitudine imprenditoriale molto forte, osservata fin da bambino.
Allo stesso tempo, guardando il padre lavorare ancora oggi con ritmi estremamente intensi, riconosce di aver compreso anche quali aspetti non desidera replicare nella propria vita.
“Mio padre ha quasi ottant’anni e lavora ancora come un matto. È continuamente un esempio, sia negli aspetti positivi che in quelli negativi.”
Il lavoro, del resto, è sempre stato presente nella sua quotidianità. A tredici anni vendeva libri alle fiere; durante le estati aiutava nel magazzino di famiglia.
Accanto al senso pratico e alla responsabilità, però, Francesco riconosce ai genitori soprattutto un grande merito: avergli lasciato libertà.
“Mi hanno sempre lasciato fare quello che volevo.”
La Fattoria dell’Autosufficienza e la nascita della Food Forest
La Fattoria dell’Autosufficienza nasce da una visione molto precisa della madre di Francesco, che anni fa sentì l’esigenza di creare un luogo più autosufficiente per la famiglia, capace di ridurre la dipendenza dalle fragilità economiche, energetiche, climatiche e sociali contemporanee. Da quell’intuizione iniziale, Francesco ha sviluppato negli anni un progetto molto più ampio: non soltanto uno spazio in cui vivere in modo sostenibile, ma un luogo di sperimentazione, formazione e ispirazione, dove mettere concretamente in pratica i valori legati alla permacultura, all’ecologia e al benessere.
Uno degli esempi più rappresentativi di questo approccio è la Food Forest, chiamata anche foresta commestibile o foresta giardino: un sistema agricolo ispirato al funzionamento naturale del bosco, in cui alberi da frutto, arbusti, piante officinali, ortaggi e funghi convivono creando un ecosistema il più possibile autonomo ed equilibrato.
Alla Fattoria dell’Autosufficienza questo significa intervenire il meno possibile. Niente irrigazione e potature, nessun tentativo di “salvare” continuamente ciò che fatica ad adattarsi. Se una pianta non riesce a sopravvivere in quel terreno e in quelle condizioni, viene lasciata andare.
Per Francesco, che si definisce una persona molto ostinata, non è un processo semplice.
“A volte mi sono chiesto: se tutto dice che questa cosa non deve funzionare, ha senso continuare a ostinarsi?”
È una riflessione agricola, ma anche profondamente umana. La Food Forest, racconta, gli ha insegnato soprattutto a distinguere ciò che cresce spontaneamente da ciò che stiamo cercando di forzare a tutti i costi.
Nessun attaccamento agli oggetti
Durante la conversazione emerge anche un altro aspetto interessante del suo carattere: il rapporto quasi inesistente con il possesso materiale.
Alla domanda se esista un oggetto a cui è particolarmente legato, la risposta è immediata.
“No. Nessuno.”
Francesco racconta di non avere alcun attaccamento emotivo agli oggetti.
Al massimo può infastidirlo perdere uno strumento di lavoro — un computer, un’attrezzatura — ma per la funzione che svolge, non per il valore simbolico dell’oggetto stesso.
Anche durante i viaggi non sente il bisogno di mantenere abitudini rigide o rituali specifici.
Cambiare ritmi, luoghi e orari non sembra destabilizzarlo. Al contrario, appare come una condizione che gli permette di alleggerirsi.
Alla fine della conversazione rimane soprattutto questa impressione: Francesco Rosso è una persona profondamente determinata, ma capace allo stesso tempo di osservare senza voler controllare tutto.
Un equilibrio raro, costruito negli anni tra lavoro, natura e responsabilità quotidiane.



