Agostino Velotti: ricerca, esperienza e trasformazione

Nato a Napoli e cresciuto a Milano, Agostino Velotti ha costruito una carriera di successo nel settore petrolchimico prima di avviare un percorso di ricerca che lo ha portato a mettere in discussione molte delle certezze che aveva inseguito fino a quel momento.

Da tre anni collabora con Ti Sana nella realizzazione dell’area Spiritualità e Divinazione (nata come Scienze di Confine), curando contenuti, espositori e conferenze.

In questa conversazione ripercorre alcune tappe della sua storia: l’infanzia, il rapporto con la spiritualità, gli incontri che hanno segnato il suo cammino, la nascita della Nuova Scuola Socratica e il suo legame con il mondo delle fiere.

Dalla ricerca del successo alla ricerca di sé

Che bambino eri?

“Ero un bambino timido, introverso e soprattutto ho sempre avuto paura di non essere all’altezza degli altri. Avevo problemi di salute fin da piccolo e questo mi ha messo in una condizione di fragilità reale, ma soprattutto psicologica. Mia mamma mi portava sempre con sé, ero veramente un bambino molto chiuso.”

 

Che ricordo conservi del tuo arrivo a Milano da Napoli?

“Ho un ricordo molto forte del mio arrivo a Milano. Avevo quattro anni e mi colpì subito l’immensità della stazione centrale. Per me, che arrivavo da una realtà completamente diversa, era qualcosa di enorme. Ricordo i cartelloni luminosi e in particolare un manifesto dei Gufi, che è rimasto impresso nella mia memoria come la prima immagine di Milano.

Un’altra cosa che mi colpì fu il verde. I taxi erano verdi, le fontanelle erano verdi, c’erano alberi ovunque attorno alla stazione. Milano, ai miei occhi di bambino, diventò subito la città del verde.

L’impatto non fu però soltanto visivo. Negli anni della scuola mi sentii spesso diverso dagli altri. Negli anni Sessanta a Milano c’era un forte pregiudizio verso le famiglie meridionali che si trasferivano al Nord. Anche la situazione economica della mia famiglia contribuiva a farmi sentire distante dai miei compagni.”

 

C’è stato un momento che ha cambiato radicalmente il tuo percorso?

“Sì. A tredici anni sono stato in coma. Dopo trentacinque giorni di ospedale il ragazzo timido e introverso è scomparso. È nato un nuovo Agostino: forte, sicuro e con obiettivi molto precisi.

Mi sono detto: mai nessuno mi tratterà più come prima. Da lì è nato il motore dei soldi. Dovevo diventare qualcuno. La spiritualità non esisteva. Esisteva il materialismo sfrenato e il raggiungimento degli obiettivi.”

 

Quegli obiettivi li hai raggiunti?

“Sì, tutti. Molto presto. A poco più di trent’anni ero già amministratore delegato di una compagnia petrolchimica in Svizzera. Venivo considerato tra i migliori chimici del mio settore in Italia. Dal vicolo di Napoli direi che di strada ne avevo fatta.”

 

Quando hai iniziato a mettere in discussione quel modello di vita?

“Mi sono accorto che avevo ottenuto tutto quello che volevo, ma vedevo la mia vita finita. Potevo guadagnare di più, certo, ma non vedevo una direzione. Mi sentivo in gabbia.

Un giorno ho realizzato che nella mia vita c’erano solo i soldi. Mi sentivo vuoto. Ho iniziato a chiedermi dove stessi andando e cosa stessi cercando davvero.”

 

Da dove è partita, concretamente, la ricerca che sarebbe venuta dopo?

“Da un libro di mitologia. Sul frontespizio c’era l’immagine del Tempio di Apollo a Delfi con la scritta: ‘Conosci te stesso’. Quella sera non riuscii a smettere di pensarci.

Successivamente andai anche in Grecia. In parte era un viaggio personale, ma sentivo il bisogno di avvicinarmi a quel luogo e a quello che rappresentava. Da lì è iniziato il percorso che mi ha portato a guardare dentro di me invece che fuori.”

 

Nella vita, hai avuto incontri particolarmente significativi?

“Ce ne sono stati diversi. Il primo risale a quando ero molto giovane. Stavamo facendo quello che allora consideravamo quasi un gioco: delle pratiche per evocare gli spiriti. Ricordo poco di ciò che accadde, ma ricordo molto bene una donna, amica di mio padre, che mi prese e mi portò via in malo modo, dicendomi che stavo entrando in qualcosa di più grande di me.

Nei mesi e negli anni successivi questa persona mi rimase molto vicina. Cercava di farmi conoscere persone che allora non capivo e che oggi definirei figure appartenenti al mondo spirituale. All’epoca non ne comprendevo il senso e interpretavo tutto con una mentalità molto materiale. Solo col tempo ho capito che stava cercando di accompagnarmi verso una realtà che non ero ancora pronto a comprendere.

Un altro incontro importante è stato quello con il professor Stefano Benemeglio, fondatore della Psicologia Analogica®. Ho frequentato diversi corsi con lui e, per molti aspetti, è stato un mentore nel mio percorso di crescita personale e spirituale.”

 

Che cosa ti ha insegnato la scienza?

“Mi ha insegnato a ragionare. Non esiste una separazione tra materia e spirito. La razionalità si può applicare a tutto, purché resti aperta. La mia formazione scientifica continua ad aiutarmi in ogni ambito della mia vita.”

 

Come nasce la Nuova Scuola Socratica?

“Negli anni ho seguito e tenuto molti corsi di formazione. Mi sono reso conto che spesso vengono insegnate tecniche per ottenere qualcosa dagli altri.

Io volevo un approccio diverso. Socrate non dava risposte: insegnava a pensare. Così è nata la Nuova Scuola Socratica, un percorso che aiuta le persone a tirare fuori ciò che hanno già dentro di sé.

L’idea è semplice: nessuno insegna e tutti apprendono. Cresciamo insieme.”

 

Tra i simboli che più sente vicini c’è il Matto dei Tarocchi. Non tanto nella sua interpretazione tradizionale, quanto per ciò che rappresenta ai suoi occhi: libertà, ricerca, amore e accoglienza. Una figura che descrive come completa e nella quale riconosce parti importanti di sé.

Nel corso degli anni Agostino ha esplorato diversi strumenti legati alla divinazione e alla conoscenza simbolica, dalla cartomanzia alla numerologia, fino a farne oggetto di studio, insegnamento e formazione. Eppure, quando il discorso si sposta sul suo rapporto personale con l’invisibile, il tono cambia. Racconta di aver vissuto esperienze che non riusciva a spiegare e che gli hanno suscitato, insieme alla curiosità, anche paura e imbarazzo. Esperienze che lo hanno portato a interrogarsi, ma anche a prendere le distanze da ciò che stava vivendo.

Parlando di questo tema emerge un rapporto fatto di avvicinamenti e allontanamenti. Da una parte la ricerca, dall’altra la prudenza; da una parte il desiderio di comprendere, dall’altra la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di più grande di sé. Quando gli cito l’intervista a Stefania Zani, che sul Quaderno di Ti Sana raccontava come la medianità sia forse il talento più spesso nascosto o rinnegato, si riconosce immediatamente in quella riflessione e ammette che esiste ancora una parte del suo percorso che sente di non aver attraversato fino in fondo.

Dopo tanti anni di ricerca, la consapevolezza che sente più vera riguarda però sé stesso. Racconta di aver compreso, con il tempo, di essere molto più delle maschere che aveva costruito per difendersi. Dietro l’ambizione, il bisogno di affermarsi e la sicurezza mostrata al mondo, riconosce oggi la presenza di quel bambino fragile che per lungo tempo ha cercato protezione. Guardando al proprio percorso, non rinnega nulla: errori, deviazioni e scelte discutibili hanno avuto un ruolo nella sua crescita e fanno parte della strada che lo ha portato fin qui.

È forse anche per questo che si definisce una persona profondamente emotiva. Dice di commuoversi facilmente, di sentire intensamente le emozioni degli altri e di lasciarsi toccare dalle loro storie. La rabbia, invece, occupa poco spazio. Può esserci uno scatto, racconta, ma raramente si trasforma in qualcosa di duraturo. Comprendere chi ha di fronte resta quasi sempre più importante che reagire.

 

Come nasce il tuo rapporto con le fiere dedicate al benessere e alla ricerca interiore?

“Negli anni Novanta collaboravo con il giornale L’Altra Notizia di Locarno e mi occupavo di cartomanzia, astrologia e discipline esoteriche.

Nel 1995 organizzai a Lugano la prima edizione di Esoterica 95, una manifestazione che suscitò molto interesse e anche qualche polemica. Fu però un successo importante e rappresentò una tappa significativa del mio percorso.”

 

Come è nata invece la collaborazione con Ti Sana?

“Tre anni fa sentivo il desiderio di organizzare nuovamente una manifestazione dedicata a questi temi. Cercando di farlo mi sono ritrovato a confrontarmi con la Direzione di Ti Sana e abbiamo deciso di collaborare. Da quella collaborazione è nato il mio coinvolgimento nell’area Scienze di Confine. Oggi mi occupo della selezione degli espositori e delle conferenze. È un lavoro che mi piace molto perché posso concentrarmi sui contenuti e sulle persone.”

Agostino Velotti

Psicopranoterapeuta, autore e formatore, unisce ricerca spirituale e approccio esperienziale. Cofondatore insieme a Lorenza Manetti della Nuova Scuola Socratica, accompagna le persone nel cammino dell’autoconoscenza e della crescita personale.

Uno sguardo in movimento

Nel corso dell’intervista emerge una persona che ha trovato molte delle risposte che cercava e che ha trasformato quella conoscenza in strumenti, percorsi e occasioni di confronto per gli altri. Allo stesso tempo affiora con chiarezza un tema che continua ad accompagnarlo: il rapporto con l’invisibile. Agostino ne parla come di una dimensione presente da sempre nella sua vita, ma anche come di un territorio che per lungo tempo ha osservato con timore e rispetto, scegliendo talvolta di allontanarsene.

L’impressione è quella di una ricerca che non si è esaurita nelle consapevolezze già raggiunte. Accanto alle certezze costruite negli anni convivono infatti la curiosità, la disponibilità a rimettersi in gioco e il desiderio di esplorare parti di sé che attendono ancora di essere pienamente accolte. È il ritratto di un uomo in evoluzione, che continua a crescere senza smettere di interrogarsi su ciò che lo chiama più profondamente.

Agostino Velotti

Psicopranoterapeuta, autore e formatore, unisce ricerca spirituale e approccio esperienziale. Cofondatore insieme a Lorenza Manetti della Nuova Scuola Socratica, accompagna le persone nel cammino dell’autoconoscenza e della crescita personale.

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