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Perché camminare nei boschi fa bene? Passo 3: La risposta della Cimatica

  • Andrea Anselmo Oliva
Camminare nei boschi

Vorrei approfondire con voi l’argomento del perché fa bene camminare nei boschi cercando di ampliare ancora di più il nostro punto di vista e quindi la nostra consapevolezza del mondo vegetale e delle stupende interazioni e benefici che possiamo entrambi trarne. Sì, anche il mondo vegetale trae esperienza e beneficio dal contatto con l’uomo. D’altra parte come stupirsi se a questo punto abbiamo compreso che anche le piante sono esseri viventi, sensibili e “intelligenti” (intesa come bio intelligenza) anche se su piani diversi rispetto a quello umano, ma di sicuro se ci “ragioniamo” essendo coinquilini qualcosa in comune c’è, anche solo fosse la condivisione dello stesso habitat. ma chiaramente come immaginate c’è molto di più.

Le bio emissioni sono correnti che escono da tutti gli esseri viventi e partendo da questa base diventa logica una lingua in comune, oppure, se vogliamo, una base strutturale che qualcuno direbbe corrisponde a un disegno divino, al lavoro del grande Architetto, colui che ci ha apparentemente diviso per lasciarci giocare nell’Amore come strumento per ritrovare l’unità. Come possiamo interpretare le bio emissioni è tutto un altro discorso in cui ricercatori, scienziati e artisti si stanno già da tempo cimentando e proprio da questa associazione “sonora”  pensiamo alla Cimatica. Argomento che tocchiamo velocemente, ma a mio avviso necessario per creare un’ulteriore associazione, un atro pezzo del puzzle che stiamo mettendo insieme.

La Cimatica (in greco kymatika che significa “studio riguardante le onde kyma significa “onda, flutto”) nasce grazie alle osservazioni di un musicista che guarda caso era anche fisico, Ernst Chladni (1756/1827), il quale scoprì che le vibrazioni sonore erano in grado di raggruppare piccoli corpi, ad esempio della sabbia, posti su una lastra di metallo o una membrana che vibrava in risonanza con la musica, formando cosi grazie al suono figure geometriche che per alcune culture vengono definite, geometrie sacre; le figure cambiano a secondo del tipo di musica.

Sarà lo studioso svizzero Hans Jenny a elaborare le esperienze del musicista Chladni coniando il termine “cimatica”. È lo stesso Hans Jenny che ci dimostra l’origine di un campo morfogenetico (argomento che andremmo sicuramente ad approfondire).

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