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Comprare equo solidale per fare del bene

  • Redazione
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Il commercio equo solidale è sempre più di moda. Una bella notizia che dà definitivamente un calcio al consumo compulsivo di cibo e di beni e che apre la strada a un mondo che parla di sovranità alimentare, di giustizia e di diritti attraverso la voce dei popoli dei Paesi in via di sviluppo. Ma come funziona il commercio equosolidale? Come i nostri acquisti possono aiutare i Paesi in via di sviluppo, migliorando la loro economia e le loro condizioni di vita? Per prima cosa dobbiamo accertarci che i nostri acquisti abbiano il marchio internazionale Fairtrade, che certifica le materie prime secondo determinati standard (tra cui le pratiche agricole sostenibili, l’assunzione con regolare contratto, il tassativo no alle discriminazioni, il divieto al lavoro minorile o forzato, la libertà di associazione fra i lavoratori) a cui si deve attenere tutta la filiera, comprese le aziende trasformatici di tutti i Paesi coinvolti.

In questa filiera tutti i piccoli produttori ricevono un compenso giusto e stabile, che non solo permette loro di coprire i costi di produzione, ma permette investimenti e un margine di profitto per la comunità. Nel 2014 sono stati 1,5 milioni i produttori e i lavoratori targati Fairtrade in 74 Paesi, 105 milioni di euro il margine aggiuntivo da reinvestire (+14%), mentre i consumatori hanno speso 5,9 miliardi di euro in prodotti equo solidali (+10%). Per sostenere il commercio equosolidale si possono scegliere anche i prodotti targati Wfto (World Fair Trade Organization). Non si tratta di un vero e proprio marchio, ma le 359 organizzazioni di agricoltori, artigiani e importatori che lavorano in 79 Paesi prevedono standard fondamentali di giusto prezzo e dignità del lavoro.

Cosa si può comparare? I tipici prodotti del commercio equo sono il caffè, il tè, lo zucchero di canna, il cacao, il miele, la e prodotti per la pulizia della casa, arredamento, bomboniere e articoli regalo. Oggi è, infatti, molto più facile trovare prodotti fairtrade non solo nei negozi specializzati (in Canton Ticino, ad esempio, da trentacinque anni sono attive 15 Botteghe del mondo, botteghedelmondo. ch), ma anche negli scaffali della grande distribuzione organizzata.

MA PERCHÉ COMPRARE EQUOSOLIDALE?

Acquistare fairtrade aiuta ad accorciare le distanze e le diseguaglianze fra nord e sud del pianeta, garantisce guadagno e condizioni di lavoro adeguate e fa bene all’ambiente.

GLARONA NORD: PRIMA “CITTÀ DEL COMMERCIO EQUO” DELLA SVIZZERA

Lo scorso 12 febbraio Swiss Fair Trade, l’associazione che riunisce le organizzazioni del settore attive nella Confederazione Elvetica, ha assegnato a Glarona Nord, il più popoloso dei tre enti locali del Cantone, il riconoscimento di prima “città del commercio equo” della Svizzera, all’interno della campagna mondiale Fair Trade Town (città del commercio equo) che coinvolge oltre 30 Paesi. Per essere dichiarati Fair Trade, i comuni devono soddisfare cinque criteri, tra cui l’istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc. A Glarona Nord, i prodotti del commercio equo sono ampiamente utilizzati nei locali dell’amministrazione, nelle scuole, nelle case per anziani e anche tra gli attori dell’economia privata, In aprile il riconoscimento di “città del commercio equo” in Svizzera sarà conferito anche a Zweisimmen, nel Canton Berna.

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