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E se scegliessimo una scuola alternativa?

  • Redazione
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Sempre più genitori scelgono una scuola alternativa per i propri figli. Scegliere le scuole per i figli è un passaggio problematico che devono affrontare tutti i genitori. Ma oggi oltre ai “dilemmi” classici da valutare, come il percorso di studi, la vicinanza a casa, l’edificio, il corpo docenti ecc., si pone a mamme e papà un quesito in più: meglio la scuola per così dire “tradizionale” o la scuola “alternativa”?

MONTESSORI E STEINERIANA
In principio quando si parlava di scuole alternative, la mente andava subito alle scuole Montessori e Steineriana. I due metodi educativi, sempre più in voga oggi, presentano alcune importanti affinità e sostanziali differenze. Entrambi i metodi hanno, infatti, un profondo rispetto del bambino, considerato nella sua complessità e completezza, individuale, creativa e spirituale. In entrambe le scuole il bambino è protetto dallo stress della vita frenetica e ogni sua esigenza viene presa in considerazione. Musica, arte, danza e teatro sono materie di studio di prima importanza, così come fondamentale è il contatto con la natura. In entrambe le scuole c’è inoltre un ambiente a misura di bambino, con grande predilezione per l’arredamento e i giocattoli in legno e in materiali naturali. La differenza sostanziale sta invece nel fatto che nelle scuole montessoriane l’apprendimento rimane fondamentale, mentre nelle scuole steineriane tutto ruota intorno all’immaginazione.

Per questo nelle scuole steineriane si impara a leggere e scrivere solo dopo i 7 anni, mentre prima i bambini sono orientati verso l’arte, la musica, il gioco, la fantasia, la pittura. Invece il metodo Montessori dà più importanza alla concretezza della vita quotidiana che all’immaginazione, per cui i bambini giocano a imitare gli adulti grazie a strumenti che fin da piccoli permettono loro di dare una mano nelle prime faccende domestiche. Mentre il metodo Steiner si basa inoltre sull’antroposofia, quello Montessori non ha una vera e propria filosofia spirituale di riferimento. Gli istituti e gli operatori attivi in Ticino e nella Svizzera Italiana che s’ispirano al metodo Montessori si sono riuniti in un’associazione col nome di Montessori Net Ticino. In Svizzera esistono 32 scuole Rudolf Steiner e 93 Offerte pre-scuola, che vengono frequentate da 7.000 allievi. Ma al di là della scuola tradizionale e dei metodi educativi Montessori o steineriano, stanno nascendo molte realtà alternative per rispondere a sempre più genitori che chiedono metodologie di insegnamento differenti rispetto a quella classica e dove le scelte e le attitudini degli allievi siano al primo posto. Vediamone alcuni.

LE SCUOLE NEL BOSCO
In Europa si stanno diffondendo a migliaia. Sono le scuole dell’infanzia dove i bambini stanno sempre all’aperto, che sia bello o brutto tempo. L’idea non è nuova: questo modello di scuola è nato dopo la seconda guerra mondiale nei Paesi del Nord Europa: in Danimarca negli anni Cinquanta, negli anni ’70 e ’80 in tutti i Paesi scandinavi; all’inizio degli anni ’90 in Germania. Oggi gli asili nel bosco sono una realtà consolidata nel Regno Unito e in fase di sviluppo in Austria e Svizzera. La filosofia e il metodo educativo sono semplici quanto efficaci: è importante sostenere la relazione tra i bambini e la natura per favorire il loro apprendimento, considerando che l’immersione in un contesto naturale attiva dei processi cognitivi come nessuna esperienza mediata dall’adulto e dalle nuove tecnologie riesce a innescare. Bisogna però tenere presente che se la didattica all’aperto non ha controindicazioni è importante che i genitori sappiano che la natura da sola non basta a educare.

HOMESCHOOLING
Boom partito dagli Usa, l’Homeschool, cioè la scuola a casa, è una realtà sempre più diffusa anche nel Vecchio Continente. Quando si parla di homeschooling, bisogna distinguerne tre forme. L’educazione domiciliare da parte di genitori che impartiscono ai figli l’istruzione. Le scuole parentali, in cui cooperative di famiglie si mettono insieme per educare senza formare scuole paritarie. L’istruzione attraverso il web. Anche le metodologie di insegnamento sono diverse: ad esempio, alcuni genitori tracciano liberamente il percorso formativo dai 6 ai 18 anni, affidandosi a un apprendimento più spontaneo, mentre altre utilizzano testi e programmi scolastici codificati e orari più canonici. Molti Paesi sono alla terza generazione di homeschoolers e in Inghilterra, negli Usa e in altre nazioni, questi studenti accedono ai corsi universitari prima dei loro coetanei scolarizzati. In Svizzera i bambini che studiano a casa sono circa 500. Non in Ticino, però, dove “L’articolo 6 della Legge sulla scuola stabilisce che la frequenza […] è obbligatoria per tutte le persone residenti nel Cantone, dai quattro ai quindici anni d’età”.

SCUOLA LIBERTARIA O DEMOCRATICA
Le scuole libertarie, come dice il nome, sono spazi aperti in cui un insieme di relazioni, finalizzate a uno scopo educativo e di apprendimento, sono organizzate attraverso istituzioni di democrazia partecipata. Ciò significa che le scuole di questo tipo non hanno un insegnamento codificato, ma sono gli allievi stessi che con i docenti, giorno per giorno, scelgono e organizzano le materie di studio, i metodi di apprendimento e persino le regole. Ogni bambino qui viene considerato per la sua individualità e per la sua innata capacità di scegliere ciò che vuole imparare. Secondo i principi di questo metodo, è lasciando i bambini liberi di scegliere e di esprimersi che questi troveranno la via più adatta per l’autorealizzazione del sé e delle proprie potenzialità. Curiosità: la scuola libertaria non ha obbligo di frequenza, ma la pratica ha dimostrato che solo per un breve periodo di tempo i bambini che passano dalla scuola classica a questa rimangono fuori dalle classi per poi scegliere di partecipare liberamente a ciò che preferiscono fare e apprendere.

SCUOLE SENZA ZAINO
Nel 2002 Marco Orsi, dirigente scolastico di Lucca (Italia), affermò che il fatto che i bambini siano costretti a portare ognuno il proprio materiale da casa sviluppi un forte senso del possesso e un’attenzione eccessiva alla propria individualità. Da ciò è nata l’idea di creare una scuola in cui evitare la “comparazione” con gli altri, prediligendo invece un profondo senso di eguaglianza. La scuola senza zaino è caratterizzata da ambienti accoglienti in cui il materiale è a disposizione di tutti e i banchi sono disposti a isole in modo da permettere il lavoro collaborativo e l’utilizzo di strumenti tattili e digitali condivisi. Lo zaino che si porta da casa è così ridotto al minimo, dato che tutto ciò che occorre per le varie attività è già presente a scuola. Tutto ciò contribuisce a creare il senso dell’ospitalità, della comunità, della condivisione, della cooperazione e anche il senso di responsabilità.

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