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Arteterapia, curare ad arte

  • Redazione
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Orami è certo: l’arteterapia fa bene nel sostegno di molte patologie, anche gravi. Pennelli e creta, ballo e canto possono, infatti, aiutare chi soffre a superare paure e dolore. E perfino a salvaguardare alcune capacità intellettive e motorie che altrimenti andrebbero perse. Negli Stati Uniti, l’arteterapia è presente da oltre 30 anni negli ospedali e in paesi come Francia, Germania e Inghilterra è utilizzata nella cura di diverse malattie. Lo psichiatra Carl Gustav Jung è stato il primo a scoprire i benefici dell’arteterapia per la cura di corpo e anima, portando in superficie sentimenti, emozioni e immagini interiori seppelliti nell’inconscio. Oggi l’arte-terapia è considerata utile per tutti: dai bambini con difficoltà scolastiche agli adulti con problemi di relazione, ai pazienti con malattie gravi e degenerative.

Prime fra tutte il Parkinson, l’Alzheimer e i tumori. I malati di Parkinson vedono, infatti, ridursi sempre più la capacità di muoversi, a causa della perdita di neuroni produttori di dopamina. Dipingere, modellare, ricamare, fare collage li aiuta a riportarli alla vita attiva, valorizzando le parti sane del corpo e addestrandole al movimento. Con i malati di Alzheimer, una delle forme di demenza più gravi, iniziare subito con l’arteterapia è fondamentale: il sistema limbico, collegato agli istinti e ai sensi, non alle capacità logiche, è, infatti, l’ultima parte del cervello a deteriorarsi. Disegnare, dipingere o ascoltare musica, sono tutte attività, che legate ai linguaggi non-verbali, fanno leva sulle emozioni e sui ricordi.

Ma l’arte-terapia è anche in grado di migliorare la qualità di vita dei malati di cancro, aiutandoli nel sostegno della sofferenza psicologica durante tutto il difficile percorso della malattia. Studi internazionali dimostrano, infatti, che i malati di cancro durante la frequentazione dei laboratori di arteterapia richiedono minor farmaci analgesici e vedono ridurre la nausea “anticipatoria” provocata dall’appuntamento imminente con la chemioterapia e radioterapia. L’arte-terapia, inoltre, aiuta anche nel recupero delle parti del corpo colpite dal cancro, spesso vissute dai malati con paura e distacco. In particolare la danza, in questo caso, aiuta a sbloccare gruppi muscolari irrigiditi dalle tensioni emotive. Ma non solo: organizzando corsi specifici, i laboratori artistici potrebbero ridurre lo stress dei familiari dei malati o dei medici e infermieri.

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