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Meditazione, tra illuminazione e cura

  • Redazione
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La storia racconta che per sei lunghi anni, Siddhartha Gautama, detto il Buddha, l’Illuminato, cercò l’illuminazione spirituale attraverso l’austerità e il digiuno. Ma, fu meditando sul vero significato della realtà che comprese il mistero della sofferenza umana e raggiunse così l’illuminazione. Nel Buddismo, tra le religioni più antiche al mondo, la meditazione, finalizzata alla ricerca dell’illuminazione, incarna il secondo dei tre addestramenti superiori, insieme all’etica e alla saggezza. La pratica buddista si divide in samatha (meditazione della tranquillità) e vipassana (meditazione dell’intuito).

Con “meditazione di visione profonda” (samatha-vipassana) si indicano tutte le pratiche mentali che sviluppano una condizione generalizzata di calma (samatha) attraverso uno stato di attenzione prolungata e della “visione profonda” (vipassana), che si raggiunge con la riflessione.

MEDITARE FA BENE
Tanti sono i benefici della meditazione buddista, anche per coloro che si avvicinano per la prima volta a questa pratica. Per prima cosa, meditare aiuta a neutralizzate sentimenti negativi, come odio, invidia, apatia, ignoranza e narcisismo, trasformandoli in emozioni positive, come saggezza, compassione e amore, fino al raggiungimento di un vero e proprio stato di pace interiore. La meditazione contribuirebbe, infatti, a trasformare l’insoddisfazione e l’infelicità dell’uomo in una condizione di armonia con se stessi e con gli altri. Ma i benefici della meditazione sono anche “fisici”: diversi studi scientifici affermano che meditare è un ottimo sistema di prevenzione per lo sviluppo delle malattie. Durante la meditazione, ad esempio, le funzioni corporee e i processi metabolici rallentano. Anche il ritmo respiratorio rallenta, riducendo il consumo di ossigeno e quindi del fabbisogno energe-tico. La pressione arteriosa si abbassa e il corpo si rilassa. A ciò si aggiungono le variazioni elettrofisiologiche del sistema psicosomatico, come l’induzione nel cervello di onde Alfa (caratteristiche dello stato di rilassamento) e, negli stadi più profondi, di onde Theta, tipiche dei primi stadi del sonno e dell’infanzia, con sincronizzazione tra i due emisferi cerebrali. La meditazione, inoltre, modifica le risposte galvaniche della pelle, aumenta le naturali difese immunitarie dell’organismo, fa scomparire le tensioni mentali e aumenta la guarigione di molte malattie psicosomatiche.

COME SI MEDITA
A seconda dei tipi di Buddhismo esistono tecniche di meditazioni differenti: dalla concezione del corpo immaginario, diviso in sette chakra, a espressioni, mantra e suoni da pronunciare e ascoltare. Comune in tutte le pratiche è l’esercizio del respiro: si sta seduti con le gambe incrociate, con la schiena dritta, e si segue il respiro che fluisce dalle narici verso il torace e l’addome. Con la pratica il controllo del respiro diventa anapanasati, ovvero consapevolezza di esso e della vita che scorre nel corpo. Raggiungere una respirazione consapevole è la chiave d’accesso allo stato meditativo.

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