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Ayurveda, la strada verso la longevità

  • Redazione
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Il termine ayurveda deriva dal sanscrito e significa “scienza della vita” (ayur indica il corpo, ma anche il principio vitale e spirituale che lo anima; veda significa sapere, conoscenza). Riconosciuta ufficialmente dal Servizio Sanitario Nazionale indiano e insegnata in India in 120 istituti superiori e in 46 università, l’ayurveda è la medicina più antica del mondo oltre che la seconda più diffusa dopo quella occidentale. Oggi un quinto della popolazione mondiale si cura, infatti, con i rimedi e le tecniche ayurvedici. A differenza della medicina occidentale, che considera separatamente organi, apparati e funzioni dell’organismo, ciascuno affidato alle cure di uno specialista, per la medicina ayurveda l’uomo è un’unica entità, facente parte dell’intero universo. Per ottenere una guarigione completa dunque non bisogna solo eliminare i sintomi di una malattia, ma mantenere in perfetto equilibrio la sfera spirituale e quella fisica attraverso l’utilizzo integrato di piante, alimentazione, massaggio e meditazione.

STORIA
Secondo gli storici l’ayurveda affonda le sue radici nel periodo vedico, risalente al 5000 a.C.. Nei quattro Veda – Rig, Sama, Yajur e Atharva – troviamo, infatti, ampi riferimenti a medicine, rimedi, metodi curativi e descrizioni delle diverse parti e degli organi del corpo umano. In particolare nei due testi classici dell’ayurveda, giunti ai giorni d’oggi, il Charaka Samhita e il Sushruta Samhita (settimo secolo a.C.) troviamo alcuni miti riguardo all’origine di questa medicina. Tra i più famosi quello contenuto nel Charaka Samhita racconta che, quando sulla terra comparvero le malattie, un gruppo di saggi, i Rishi provenienti da tutto il mondo, si riunirono in un luogo propizio sulle pendici dell’Himalaya per trovare un rimedio grazie all’aiuto di Indra, il Signore degli Dei. Al di là delle sue origini mitologiche, l’ayurveda ha attraversato le epoche storiche e le religioni tanto da non poter essere considerata prerogativa esclusiva di una cultura, ma “Patrimonio dell’umanità”.

I PRINCIPI DELL’AYURVEDA I CHAKRA
I chakra, o centri energetici, distribuiti lungo la colonna vertebrale, in corrispondenza dei principali sistemi e apparati, sono i punti in cui sono concentrate le energie vitali dell’uomo. Ogni chakra è correlato a un suono, a un colore, a un elemento e alla relativa forma di questo elemento. Secondo la medicina ayurvedica, grazie, ad esempio, a massaggi ed esercizi yoga, si liberano i chakra dai blocchi energetici per raggiungere il benessere fisico e spirituale.

I TRE UMORI
Terra, acqua, fuoco, aria ed etere sono i cinque grandi elementi in cui è diviso l’universo secondo la medicina ayurvedica. Dalla combinazione di questi, nascono i tre dosha corporei dell’uomo: vata, pitta e kapha (vento, fuoco e acqua). In ognuno c’è un dosha che prevale sugli altri, ma per stare bene è fondamentale mantenere l’equilibrio interiore tra essi e tra quelli dell’universo.

RAGGIUNGERE LA SALUTE
Secondo i principi della medicina ayurvedica, per raggiungere un completo stato di benessere è necessario raggiungere cinque obiettivi: equilibrare il “fuoco” della digestione; bilanciare i tre umori del corpo (vento, fuoco, acqua); normalizzare le produzioni di scorie; controllare la funzione dei sensi e di corpo, spirito e coscienza. Ma ciò che è fondamentale è comprendere che la medicina indiana non si propone di portare il malato alla guarigione, ma di mantenere l’uomo pienamente vitale, nonostante il trascorrere degli anni. Per fare ciò il medico ayurvedico dispone di 8.000 formule tra le quali scegliere il rimedio adatto al suo paziente. Primi fra tutti l’utilizzo di decine di erbe che vengono lavo-rate in modo da estrarne solo alcuni principi attivi ed equilibrati successivamente con quelli ricavati da altre piante che hanno proprietà opposte o complementari. Un’altra pratica di comprovata efficacia è il massaggio ayurvedico, in cui sono stimolati tutti 108 “punti segreti” del corpo, dalla punta dei piedi fino alla radice dei capelli. Il massaggiatore usa le mani, i gomiti, gli avambracci e i piedi. Gli oli impiegati più frequentemente sono quelli di senape, di oliva e di sesamo. Anche le gemme e i cristalli, che secondo l’ayurveda contengono, variamente combinati, i cinque elementi, sono utilizzati dai medici per riequilibrare i Tridosha. Le pietre utilizzate devono però essere naturali e conservate e purificate con grande attenzione: l’argilla è il luogo migliore in cui le gemme possono riposare, mentre l’acqua fresca salata restituisce loro la purezza energetica. Attraverso tutte queste terapie e pratiche si arriva alla “Conoscenza della Longevità”. L’ayurveda insegna, infatti, a vivere in armonia con il proprio corpo, mente e spirito, ma anche con il cibo, le erbe, le emozioni, gli esercizi fisici, il linguaggio, il clima e tutto ciò che è riflesso nell’ambiente che ci circonda.

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