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Nella mente di un vegano

  • Andrea Anselmo Oliva

Veganismo:  E’ oggi una scelta  che rappresenta uno stile di vita che  suscita enorme curiosità da parte del popolo onnivoro; è una identificazione che  spesso accende dibattiti. Vediamo insieme le origini e alcune delle ragioni che guidano i vegani.

Qualche tempo fa, più precisamente durante le feste di Natale, mentre guidavo ascoltando su radio DJ un programma di tarda mattinata con Linus e altri colleghi, provai compassione per i Vegani. Nel programma si parlava di pranzi di Natale e varie e del fatto che ospiti vegani creavano grossi problemi al menù e condizionavano tutti i presenti a tal punto che con il loro fare giocoso i Dj iniziarono a deprecare se non classificare come sfiga l’aver parenti o amici vegani. Qualche tempo dopo andai ad una conferenza organizzata dall’associazione  SalusBellatrix di Francesca Salvador  in cui tra gli ospiti c’era anche Tom Bosco direttore di Nexus New Times. Al Termine  della conferenza relatori e alcune persone del pubblico si sono unite per andare a mangiare una pizza. Alla mia destra due ragazzi hanno ordinato pizza con salame uno e prosciutto crudo l’altro, di fronte a me una coppia ha ordinato due pizze vegane ricche di verdure ect. Come spesso capita nella tavolate di venti e più persone, le pizze arrivano scaglionate, cosi i due ragazzi onnivori alla mia destra ricevono la pizza prima dei vegani, gentilmente uno dei due ragazzi chiede ai vicini più prossimi  se volessero favorire, il maschio vegano di fronte a noi, disgustato e con voce grave, ( mancava l’indice puntato) rispose che lui non mangiava cadaveri;  il tavolo si fece silenzioso all’improvviso, anche nei posti a noi lontani in cui  non si era udita la frase accusatoria arrivò il flusso e tutti si guadarono per capire cosa fosse successo; poi una clack fece partire una grossa e grassa risata che sciolse ogni tensione.

Quello che sta avvenendo è direi naturale, fa parte di un processo che rappresenta un passaggio e chiaramente questo passaggio che coinvolge economia, rapporti e sentimenti, società e politica, rapporti sessuali e appunto anche le abitudini alimentari; è in atto un cambiamento di consapevolezza che per fortuna non risparmia nessun aspetto della nostra vita. Le resistenze, le mistificazioni, prese di posizione per moda sono interferenze “necessarie” e inevitabile durante un processo di cambiamento. Una grossa e grassa risata può aiutarci a sdrammatizzare ed evitare una lotta con noi stessi, lotta che rappresenta una resistenza alla nuova verità relativa.

Prese le distanze da entrambe queste posizioni e lasciando quindi sospesa ogni forma  di  giudizio, possiamo fare insieme un ragionamento più ampio e oggettivo rispetto a questo fenomeno di cui è sotto gli occhi di tutti la grande ascesa.

Perché una persona decide di diventare Vegana è la prima domanda da cui ho voluto partire ritenendola fondamentale. Le risposte che emergono possono essere classificate in due grosse categorie, a loro volta divisibili in “vero o falso” . Le due grandi categorie sono: per scelta emotiva/intellettiva e per esigenze fisiche/di salute. Lo stesso vale per il contrario, ovvero alla domanda  perché sei onnivoro. Esaminiamo bene queste comuni prese di posizione e cosa intendo per vero o falso.

Per scelta emotiva/intellettiva  nel caso dei vegani corrisponde al senso di ingiustizia nel pensare ad un animale privato della propria vita; nel caso degli onnivori la risposta è un senso di coerenza con la natura carnivora dell’uomo e rispetto ad un sistema di carattere evolutivo deterministico.

Per scelta fisica e di salute nel caso dei vegani ci sono motivazioni di malattie curate, allergie scomparse o stati emotivi energetici bassi che si sono trasformati positivamente dopo la scelta alimentare; nel caso degli onnivori è più un discorso di carattere energetico senza proteine animali si sentono spossati e privi di forze, vigore che ritrovano dopo una buona bistecca o un filetto di pesce.

Escludendo il nostro personale sistema di  credenze  potremmo dire sino a qui che ognuno trova il proprio equilibrio energetico come ritiene più opportuno  rispetto al paniere disponibile.

Ora riprendendo in considerazione le nostre credenze potremmo affermare che un comportamento in coerenza con le nostre credenze/ideali è come tale per noi positivo, ci fa bene. Quindi perché tutto questo dibattito o meglio schieramento battagliero? Intendo se sono contento e sto bene nella mia scelta perché creare atrito, perché battagliare. Ecco che a questo punto entra in gioco il concetto di vero e falso che qui vogliamo prendere non come sbagliato o giusto perché ciò farebbe parte di un giudizio che appunto abbiamo deciso di sospendere. Vero o falso corrisponde alla verità relativa ovvero alla coerenza rispetto al proprio stato di coscienza. La battaglia inizia quando abbiamo bisogno di convincere qualcuno della nostra scelta, il fatto è che quel qualcuno non è all’esterno ma dentro di noi ed è quella distonia ancora presente tra le nostre scelte e la nostra consapevolezza ancora non divenuta coscienza. Se la mia scelta è data da una presa di posizione, politico intellettuale, dogmatica o di trend/moda da un credo religioso, motivazioni che risultano sul piano dell’essere solo di facciata, ecco che la distonia crea una battaglia in cui i primi che vogliamo convincere siamo noi stessi o i primi che disprezziamo nella nostra manifestazione di indulgenza siamo noi.

Mi viene in mente quel racconto giapponese in cui il maestro samurai dopo aver preparato meticolosamente il proprio allievo che a sua volta ha superato un allenamento a dir poco stremante, allievo orami sicuro di poter affrontare qualsiasi avversario, cosi il maestro gli fa notare che ora che è pronto deve intendere che non troverà nessun nemico all’esterno…… All’infuori di lui troverà solo maestri travestiti da avversari e che il vero nemico dimora solo dentro lui.

L’uomo è una macchina alchemica divina, le sue credenze gli permettono di creare la propria realtà e di trarre energie da ciò a cui lui da energia. Chiaro è che viviamo in una società, in una collettività e il nostro sistema di credenze ci influenza creando campi morfogenetici rappresentativi di una coscienza collettiva fatta di hub locali, regionali, nazionali e via dicendo.  Di conseguenza sin tanto che la propria forza non è indipendente rispetto ai macro campi abbiamo necessità di schierarci e amalgamarci ad una corrente di sostegno energetico, ma questo è un discorso che potrebbe portarci un po’ troppo lontano rispetto al nostro argomento. Sino a qui ci potrebbe bastar d’aver condiviso quanto le nostre credenze in coerenza siano la base per una scelta vera, quindi per noi genuina.

Vorrei terminare questo nostro interessante discorso tornando ad alcuni dei  motivi che hanno indotto le persone a determinate scelte in particolare mi riferisco ai vegani che per motivi di salute sono diventati tali.

Infatti nel nostro viaggio in questo dibattito aperto è risultato chiaro come una importantissima percentuale di vegani coerenti siano passati attraverso, a volte, ad un calvario dato da allergie o addirittura potenziali malattie mortali. E qui entra in gioco il ruolo del nostro fisico come messaggero, come estensione della nostra coscienza. Un esempio ne sono le allergie a cui il più delle volte ci approcciamo in termini combattivi e negativi rispetto alla privazione di solito alimentare che il nostro fisico ci suggerisce a volte con forza. Le persone allergiche a determinati cibi si sentono spesso dire: “ah mi dispiace; poverino, non so come farei al tuo posto; deve essere terribile…” Il fisico come estensione della nostra coscienza ci sta dando nuove indicazione che, per un sistema di dogmi o vecchie credenze trovano resistenze che non vogliono dare spazio a nuovi ideali creando blocchi energetici. Insomma non sempre siamo cosi connessi da poter sentire noi stessi, e il noi stesso è in continuo mutamento.

Infatti scelte appunto classificate non vere, ovvero quelle mosse da un ragionamento non ancora connesso con un sentire più profondo, divengono le scelte combattute, quelle che spesso vedono una retromarcia drastica nelle abitudini vegetariane/ vegane  per motivi a volte di salute. Molte allergie se accolte divengono temporanee.

La non coerenza emerge in  egual misura  in entrambe le scelte, gli onnivori dal canto loro, quelli appunto non in coerenza, percepiscono una distonia che trasformano in difesa, battaglia.

Ciò potrebbe anche farci pensare che dietro ad un vegano potrebbe celarsi un carnivoro represso e dietro ad un carnivoro un vegano inchiodato ai suoi dogmi culturali.

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